Compagni di banco – Il nostro progetto di inclusione scolastica cerca finanziatori

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La pandemia ha colpito tutta l’Italia, ma il settore della cultura e l’istruzione pubblica sono tra quelli che ne hanno risentito di più. La corsa alla scuola digitale ha mostrato tutti i limiti del digital divide: da un lato gli studenti benestanti, che possono accedere tranquillamente alla scuola digitale, dall’altro gli studenti in difficoltà economiche, che non hanno una connessione internet adeguata né gli strumenti per poter studiare in serenità. Che la cultura diventi elitaria, insomma, è un rischio oggi più concreto che mai.

Ecco da dove nasce l’idea dei “Compagni di Banco”, l’iniziativa pensata da Christian Perdonà, fondatore della nostra Agenzia di Comunicazione a Verona, e ora in cerca di un finanziatore.

Compagni di banco – tutor a distanza per gli studenti

Studenti più grandi che diventano tutor e prendono sotto la loro ala uno studente in difficoltà, lo chiamano al telefono, gli spiegano le materie più complesse, si prendono a cuore il suo futuro. Il compagno di banco è insomma un volontario che con un gesto concreto supporta i ragazzi nel loro diritto: quello allo studio.

Come ci racconta Christian:

Anche una piccola azione conta, soprattutto in questo momento e nell’ambito scolastico. Diventare un “Compagno di Banco” significa aiutare uno studente più piccolo che, non potendo connettersi alla scuola digitale, è rimasto indietro con lo studio. Significa stargli vicino con un gesto semplice ma potente, dando ali ad un’istruzione che deve volare alto senza lasciare mai indietro nessuno”.

Un’idea in cerca di finanziatori.

Compagni di Banco è un progetto in via di definizione ed è alla ricerca di finanziatori. L’idea è quella di realizzare un sito web e di costruire una partnership solida con le attività del territorio. Ora la nostra idea ha bisogno di questo: di una realtà, pubblica e privata, che possa gestire il progetto nella sua interezza e a cui l’Agenzia Perdonà offrirà supporto tecnico.

Insieme, possiamo creare una rete solidale e sostenere l’istruzione pubblica, che deve essere sempre più inclusiva.

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