Amadeo Peter Giannini, il Banchiere Buono

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amadeo pter giannini, il banchiere buono

Ci siamo imbattuti nella sua storia per caso e ci ha così affascinato che ci è sembrato giusto omaggiarlo. Così abbiamo deciso di dedicargli un articolo sul nostro blog e fargli spazio sul nostro sito, nella Gallery dei personaggi storici che ci ispirano (a proposito, se non l’avete ancora visitata, questa è l’occasione giusta).

Stiamo parlando di Amadeo Peter Giannini, considerato il più grande banchiere del mondo. E non solo per motivi finanziari, ma umani. Era una persona che sapeva intuire il potenziale di un creativo e dargli la spinta necessaria per fargli raggiungere il successo.

È stato proprio lui a credere in Charlie Chaplin, finanziandone il primo film, Il monello (1921). Sempre a lui si devono Biancaneve e i Sette Nani (1938), primo classico universale di Walt Disney, ma anche la costruzione del Golden Gate, la fondazione della 20th Century Fox, della Hewlett-Packard, l’aiuto alla FIAT e il salvataggio della Chrysler.

Una vera leggenda, con una vita avventurosa che si merita più di qualche riga.

Una visione da coltivare

Figlio di due italiani emigrati da uno sperduto paesino del Genovese che a San Jose, California, avevano fondato un’impresa agricola, Amadeo nasce nel 1870. La sua vita non inizia nel migliore dei modi. A sette anni, assiste alla tragica morte del padre, ucciso per futili motivi da un bracciante e la famiglia si trova in ristrettezze. Poteva essere la fine, ma le leggende non si arrendono mai.

A 15 anni, Amadeo lascia la scuola, si rimbocca le maniche e capisce che non è la coltivazione il suo destino, ma il commercio. È tra i primi a investire coraggiosamente nella pubblicità, sfruttando spot radio, annunci sui giornali, volantini multilingua per intercettare clienti anche tra gli immigrati. Il rapporto virtuoso con le agenzie di comunicazione e la sua fiducia nei creativi ha permesso così all’azienda di crescere. Amedeo diventa ben presto un imprenditore di successo, anche se ben orgoglioso delle sue origini concrete, agricole.

La sua grande opportunità arriva con il matrimonio con Clorinda, figlia di un noto banchiere. Il suocero, inizialmente contrario all’unione, capisce presto il valore di Amadeo e gli lascia persino la gestione della Banca, ma ben poco spazio di manovra.

Amadeo vorrebbe una banca moderna, più aperta e per tutti, in cui il credito sia accessibile con più facilità. Il suocero non ci sta e Amadeo decide di aprire la sua banca, la Bank of Italy, nata con l’idea che un Istituto finanziario debba anche occuparsi di creare cultura e far sviluppare la società, partendo proprio dagli ultimi. Sono i piccoli semi di una banca che crescerà e avrà un successo planetario: la Bank of America.

Un terremoto che unisce

Nel 1906, un terribile cataclisma distrugge San Francisco. Un terremoto che miete 3000 vittime. Tra le imprese colpite e in macerie, c’è proprio la Banca di Amadeo. Lui non si dà per vinto e, ancora una volta, fa la cosa che gli riesce meglio: rimboccarsi le maniche. Con un piccolo tavolino giù al porto e una sedia da rigattiere, riapre la sua banca, con lo slogan “Business as usual”. Dà finanziamenti senza garanzie, per aiutare le persone a ricostruire le loro vite.

Passione e caparbietà lo premiano e in pochi anni Amadeo punta tutto sul cinema, finanziando dei veri colossal. Oltre a quelli già citati, c’è Via col vento, un classico senza tempo.

Parità e inclusività. Precursore d’altri tempi

Mentre le donne erano costrette ad una vita da casalinga, ben lontane dai lavori degli uomini, Amadeo preferisce assumerle in banca e fa gestire loro un’intera filiale. È una rivoluzione, anni prima del diritto di voto e, ancora una volta, la conferma che Amadeo non è come tutti gli altri. Molti dei figli dei suoi dipendenti, alla Stanford, sono riusciti ad entrare grazie al suo supporto e alle sue azioni di Welfare. Durante la Seconda guerra mondiale, Amadeo difende l’onore degli italiani e, finito il conflitto, appende il tricolore alle finestre di tutte le filiali, aiutando le imprese del Bel Paese a ripartire con donazioni. Fiat, è solo una tra queste.

Spentosi nel 1949, il lascito di Amadeo è importantissimo. Resta la sua storia. Resta il suo impegno per il benessere in azienda. Resta la sua fondazione, la Giannini Family Foundation, che promuove ancora oggi la ricerca medica. Resta il messaggio di un uomo che del denaro aveva fatto uno strumento per fare del bene, non un’arma per fabbricare bombe, costruire muri e divari sociali.

Perciò grazie, Amadeo. Ti sei meritato uno spazio nella nostra galleria e nella storia d’Italia e d’America. E grazie per ispirarci a costruire un mondo del lavoro sempre più equo ed inclusivo dove il valore, prima che economico, sia concretamente umano.