Camera con (Inter)vista – Jessica Brizzi, ProSystem

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ProSystem_Jessica Brizzi

Un cliente che come noi vuole lasciare il segno e che da anni rinnova la sua fiducia. Proprio nel 2022, ha scelto di affidarsi a noi anche per la gestione social e per la revisione del sito, ma prima c’è stato molto altro: comunicazione coordinata, depliant, eventi di team building, video di spettacolari impianti in funzione… In questi giorni lo abbiamo anche accompagnato in un viaggio in Fiera, al Cosmopack di Bologna e all’Ipack-Ima di Milano.

Stiamo parlando di ProSystem, eccellenza tutta italiana nella progettazione e realizzazione di impianti per il confezionamento industriale. Depallettizzatori, incartonatrici, formacartoni, robot antropomorfi… In ProSystem, la robotica è a disposizione delle aziende che vendono prodotti – dagli alimentari alle creme per il viso – e perciò cercano processi di packaging efficienti, sostenibili, compatti. Tante le referenze internazionali, come il colosso del caffè Illy.

Oggi, abbiamo il piacere di chiacchierare con Jessica Brizzi, Sales Department e Marketing Manager di ProSystem. Abbiamo voluto coinvolgerla per parlare del bel rapporto che si è creato in questi cinque anni con l’Agenzia e delle nuove sfide che il settore della packaging machinery sta affrontando in questi anni.

Grazie, Jessica, per averci concesso il tuo tempo. A proposito di tempo, da quanto collaborate con Agenzia Perdonà? Come ci avete conosciuti?

Ci siamo conosciuti tramite il dottor Ribaudo, collaboratore e commercialista di Agenzia Perdonà. Io credo che sia importantissimo creare una rete di collaborazioni tra aziende virtuose. Ho studiato marketing e comunicazione con tesi di Laurea sulla Reputazione è credo sia questo l’ABC di un’azienda. È qualcosa che si forma lavorandoci ogni giorno. E vedendo la passione che mio papà trasmette a tutti ho voluto scegliere un’agenzia che avesse carattere, personalità, le proprie idee e il proprio metodo. Un’Agenzia che sapesse che non era lì per promuovere un macchinario ma per raccontare molto altro. Ci sono valori, persone, coraggio da comunicare. Vedo in giro cataloghi e stand tutti uguali, noi cerchiamo il dinamismo, il cambiamento, odiamo la routine. È un settore molto poco innovativo nel modo di proporsi, meglio quindi cercare di differenziarsi attraverso un’Agenzia che sapesse rompere le regole. Ecco com’è nato il nostro rapporto.

Prima Cosmopack e a ruota Ipack-Ima, con due stand diversi nella forma e nella filosofia, ma un solo obiettivo: costruire relazioni e opportunità di vendita. Che bilancio puoi ricavare da queste due Fiere?

Gli Stand erano fantastici e sono piaciuti anche ai nostri clienti, cosa non scontata. Molti ci hanno dato un feedback positivo. Abbiamo scelto insieme a Christian Perdonà una grafica alternativa per le due diverse fiere, in modo da esaltarne anche le differenze. Cosmopack è una fiera dove i nostri clienti vanno ad esporre; quindi, siamo lì per incrociare il loro mercato e creare nuove connessioni. Ad IPACK-Ima vengono i nostri clienti diretti e sono già informati. L’importante è saper valorizzare ciò che si è. Un esempio? Lo stand con le foglie colorate ha smorzato la “pesantezza” dei prodotti e dato armonia al brand. Ci piace dare valore alle nostre scelte: la “Esse” nel nostro logo, ad esempio, è un forte legame alla forma del fiume Adige, le nostre radici.

Sostenibilità, efficienza ma anche inclusività e pari opportunità. Quali sono le sfide per il packaging e per chi, come ProSystem, progetta impianti per il confezionamento?

Il mercato è sempre più rivolto alla sostenibilità, anche nella scelta di materiali resistenti che possano offrire una durata ben oltre i 10 anni. E anche il tema dell’efficienza dei consumi è fondamentale, così come il tema delle rinnovabili. Le persone sono disposte a spendere di più ma con consapevolezza. Sono equilibri delicati, dove è importante un rapporto di fiducia tra fornitori e partner internazionali. Per quanto ci riguarda, per noi green è anche incentivare i nostri collaboratori a utilizzare mezzi pubblici, c’è più sicurezza anche negli spostamenti di lavoro. Mentre sulle pari opportunità, credo ci sia ancora strade da fare. Le figure femminili sono prettamente in amministrazione, nel sales e back office, ma questo è limitante. Da parte delle donne c’è  sempre il coraggio di esporsi e di mostrare la propria professionalità contro ogni tipo di pregiudizio. È un percorso ancora in atto.

ProSystem è innanzitutto una storia di famiglia. Quanto conta questo valore nel vostro lavoro di tutti i giorni?

Conta tantissimo. È iniziato tutto da qui, dalla passione che mio papà ha saputo trasmettermi. Andavo con lui al lavoro e ho imparato ad usare Autocad direttamente da lui. Quindi c’è una passione e un metodo che si imparano sul campo, in famiglia. E sono anche convinta che i figli debbano sapere cosa fanno i genitori. Portando i figli sul lavoro trasmetti valori positivi e favorisci il dialogo della generazioni. Così il mercato del lavoro cresce e si sviluppa nel modo giusto.

Tailor-Made è la filosofia con cui affrontate la progettazione degli impianti packaging. Quanto è importante, per il cliente, il valore aggiunto della sartorialità soprattutto Made in Italy?

100%. Tantissimo. Ogni prodotto da confezionare è diverso. Vale per ogni settore e prodotto. Ogni packaging, comprese le bottiglie, viene studiato dal marketing interno delle aziende in modo creativo, non ce n’è uno uguale. Si vendono prodotti che devono attirare l’attenzione e questo è una sfida per la produzione che si trova a doverli confezionare. Anche la disposizione nelle scatole conta, ti devi ingegnare per trovare il sistema migliore, se automatico o manuale. Qui entriamo in gioco noi che sviluppiamo soluzioni su misura, attraverso un brainstorming e un contatto diretto con l’azienda. È questa la nostra filosofia.

Da qualche mese ProSystem è anche approdata sui social. Un mondo inesplorato, dove i valori sono la carta vincente. Cosa ne pensi al riguardo?

Siamo contenti di questo percorso, abbiamo un ottimo feedback dalle persone, soprattutto i nostri clienti. Si sono accorti che “ci siamo”. È un modo, finalmente, di dare visione e vita a ciò che è il mondo ProSystem: una piccola realtà che ha referenze importanti da raccontare. E oltretutto cerchiamo di farlo conoscere anche al team interno, perché il dialogo e il confronto tra di noi è importantissimo. Ma quello che apprezziamo di più è anche la possibilità di dare spazio a tutti i nostri collaboratori, per valorizzare il loro impegno e talento.

L’anno scorso la nostra Agenzia ha organizzato un evento coinvolgente per tutto il team ProSystem, con un gadget memorabile: maglie da rugby personalizzate. Cosa significa questo sport per voi?

Questo sport per noi vuol dire fare squadra, comunicare, credere negli stessi obiettivi. Un gioco di squadra è sempre un gioco di comunicazione. Lo diciamo sempre in azienda: dobbiamo essere un team unito, non devono esserci differenze od ostilità. Ci si batte ogni giorno per qualcosa di grande. Ogni persona è un valore aggiunto e chi decide di lasciare il gruppo è come se lasciasse una squadra. Si cresce tutti insieme, insomma. Il Rugby è la metafora di tutti i valori di ProSystem messi insieme. Ma noi supportiamo e sponsorizziamo anche l’automobilismo. Qui i valori sono leggermente diversi: c’è la squadra ma c’è anche il prodotto tecnologico, meccanico, l’efficienza.

Per l’Agenzia, le relazioni sono fondamentali e lo sono anche per ProSystem. Hai un messaggio da lasciare al nostro TEAM?

Comunicare è la base della vita, questo è il mio messaggio. Continuate a farlo e grazie di tutto.

Grazie a te, Jessica. Siamo felici di accompagnare il vostro brand nel suo percorso internazionale. Un mare di sfide ci attendono e le affronteremo con i valori che ci accomunano: simpatia, gentilezza e PROpositività!