Lavorare da casa: tracciare un limite tra la vita lavorativa e privata

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Credit: PositivePsychology.com

Come avevamo già accennato nell’articolo “Smart working: impariamo a valorizzare il nostro tempo” lavorare da casa per un periodo di tempo così prolungato è una novità per molti Italiani. La difficoltà principale sta nel mantenere un buon equilibrio tra la vita lavorativa e quella privata. Un equilibrio che spesso consiste nel separare questi due aspetti.

Partiamo dal presupposto che lavorare da casa può essere tanto comodo quanto scomodo. Certamente ci viene risparmiata la fatica di prepararci in tutta fretta per fare una corsa contro il tempo nel traffico mattutino, ma al contempo gli spazi un tempo dedicati alla vita privata si sono mescolati assieme a quelli della vita lavorativa. Questo fa spesso insorgere una serie di problematiche poco piacevoli, prima fra tutte quella di lavorare 24/7.

La trasformazione dei propri spazi abitativi in quelli lavorativi ha portato a una serie di aspettative poco realistiche e ritmi poco sostenibili come quello di essere sempre raggiungibili per risolvere questioni di lavoro. A non sapere rispettare i limiti però non sono solo alcuni datori di lavoro ma anche alcuni clienti e talvolta i colleghi stessi i quali, non avendo più degli orari d’ufficio e numeri d’ufficio a cui far riferimento, si prendono la libertà di contattare le persone anche ben oltre le sei di sera.

Visto che a nostro avviso lo smart-working rappresenterà una situazione lavorativa che si protrarrà per molti lavoratori anche dopo la quarantena, vi vogliamo dare alcuni semplici consigli che abbiamo preso dalla celebre rivista Harvard Business Review e che siamo sicuri vi torneranno utili. 

 

  • Stabilite fasce d’orario lavorative ben definite ma flessibili

Noi pensiamo che la flessibilità sia importante e prediligiamo la qualità piuttosto che la quantità. Infatti siamo ben consapevoli che la classica fascia di lavoro 9:00 – 17:00 non possa funzionare per tutti, e se funziona per la maggioranza anche per la maggioranza non può funzionare sempre. In questo periodo, specialmente per chi vive a casa con dei bambini, figli, persone anziane a carico questo orario si rivela difficile da rispettare. Quindi come soddisfare le esigenze lavorative e famigliari? Il segreto sta nel coordinare il proprio tempo con quello degli altri e comunicare a collaboratori, clienti e famigliari la propria disponibilità e i propri impegni

Sentirsi in colpa nel chiedere “flessibilità” è un grosso errore. L’importante è che il lavoro svolto sia di qualità e entro le scadenze previste. Il “come” e “quando” sono d’importanza secondaria. 

 

  • Focalizzatevi sulle priorità

Molti lavoratori in smart-working sentono costantemente il bisogno di dimostrare la loro produttività. Questo può portare a prioritizzare i task meno importanti ma più immediati per mostrarci sempre all’opera. Pensare, confrontarsi, parlare, strutturare e pianificare le priorità e i progetti prima di agire invece è di vitale importanza. È il nostro valore aggiunto dell’uomo rispetto a delle macchine. Non lo dimentichiamo. 

 

  • Cercate di mantenere tutte quelle attività che marcano la transizione lavoro-casa

Cercare di mantenere tutte quelle attività che marcavano la transizione tra la vita privata e quella lavorativa come vestirsi, pettinarsi, truccarsi, farsi la barba, metterci in viaggio ci rendeva strutturati. E la struttura ci da ordine, chiarezza, sicurezza, e motivazione. Quindi per tenersi motivati lavorando da casa e importante mantenere questa routine. Consigliamo di sostituire il viaggio in macchina con po’ di esercizio fisico in casa.

Chissà che la modalità smart-working non ci insegni anche a svolgere lavoro di qualità e non di quantità.

Il nostro augurio è quello di sempre: che questo periodo di difficoltà sia la nostra opportunità di rigenerazione.